delleAli – POESIA TEXTURA FESTIVAL

il Poesia Textura Festival

Mario Bertasa (23 maggio 2008)

VENERDÌ 23 MAGGIO
ore 22.00- Al Basell, Via T. Scotti 26 – Oreno di Vimercate

BIBLIOLUZIONI (CON ALCUNI DISCORSETTI)

performance di lettura poetica con Mario Bertasa (auto-lettore) e Lello Cassinotti (voce, elettroacustica)

Da quando è stata scritta per la prima volta, la poesia è in perenne belligeranza contro i processi di codificazione della cultura libresca. E contro le procedure stesse della composizione organica di un volumen, di un codex, di un tascabile. Lo straordinario fermento della poesia on the blog è l’ultima conferma in ordine di tempo di questa sua intrinseca incapacità di stare a posto.
Le Biblioluzioni di Mario Bertasa nascono da questa constatazione, vi si crogiolano allegramente, ne approfittano per dichiarare un’adesione al difforme come ipotesi metodologica di una performatività del poetico tale da non involvere su se stessa, franando in ciò che viene identificato e riconosciuto come stile.
Prive di un traguardo strutturale definito, alcune Biblioluzioni hanno avuto una prima divulgazione nel 2006, in occasione di alcuni festival di artisti di strada. Nel 2007 un’autoantologia delle stesse è stata ospitata da un blog letterario molto seguito in rete, LiberInVersi. Nel 2008, grazie alla collaborazione con un teatralissimo performer vocale, Lello Cassinotti, approdano finalmente alla loro vocazione primaria, quella cioè di esistere come azioni di parole. Da una costola delle Biblioluzioni si affranca da qualche tempo un nuovo progetto, Discorsetti, di cui avremo qui una fugace anteprima.

INGRESSO LIBERO

Mario Bertasa, bergamasco, laurea in lettere moderne, studi in discipline teatrali e pianoforte, composizione musicale, disegno e pittura. Ricerche aperte a interessi musicologici (tre pubblicazioni), psicologici e antropologici. Attore, autore, artista con diversi mestieri alle spalle, nel 1998 si stabilisce a Brugherio (MI) dove lavora con ArtEventualeTeatro, occupandosi in prevalenza di teatro per l’infanzia. A questo impegno professionale affianca la realizzazione di performance teatrali dove la lettura ad alta voce viene valorizzata quale disciplina performativa dotata di un suo autonomo statuto espressivo. Per la specifica qualità di questa sua ricerca è spesso invitato ad intervenire nella realizzazione di progetti culturali innovativi. Attore e scrittore, Bertasa persegue l’idea di relazioni dirompenti e trasformative suscitate dal travaso costante fra azione teatrale, gestualità performativa e comporsi della parola sulla pagina. Pur avendo iniziato a sperimentare scritture poetiche dalla metà degli anni Ottanta, ha infatti definito con maggiore chiarezza i suoi intenti proprio dopo la scoperta del teatro, attraverso un intenso periodo di laboratori a partire dal 1989. A tale emergenza del “teatrico” va in buona parte attribuita, per contro, la sua scarsa attività editoriale: solo due brevi sillogi, un’altra volta e Hard sonno, alcune traduzioni poetiche e un racconto lungo – tutto fra l’89 e il ’96, in volumi editi dall’ISU dell’Università Cattolica di Milano, curati da un gruppo di studenti della stessa Università e supervisionati da docenti del Centro di Ricerca Letteratura e Cultura dell’Italia Unita. Qualcos’altro della sua ampia produzione si può attualmente leggere su dislocazioni.blogspot.com e su obviamens.blogspot.com.
Lello Cassinotti L’interesse più coltivato è quello di indagare i possibili intrecci fra diversi linguaggi espressivi. Indaga con particolare passione il mondo dei suoni e nello specifico della voce attraverso il corpo/strumento, realizzando installazioni in cui agisce in prima persona e letture di poesia sonora, sia come interprete sia come autore.
La pratica poetica è in questo senso interdisciplinare e lo stimolo di partenza di ogni nuovo lavoro è dettato, a volte da un immaginario visivo, a volte sonoro e in altre occasioni legato alle pratiche del movimento. Nel complesso il suo lavoro è comunque teso a elaborare atti performativi che possano investire tutto l’apparato sensorio dello spettatore attraverso un linguaggio che vuole definirsi SONORO, musicale, dove il gesto, l’oggetto, la luce e tutta la macchina scenica rispondano ad una sorta di composizione. Si riconosce nelle pratiche Fluxus di cui si fa interprete senza che un’arte abbia privilegio rispetto ad un’altra.

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